mercoledì 20 novembre 2013

Sole a Catinelle

Fonte: Libero.it

Quando, due domeniche fa, andai al cinema a vedere "Sole a Catinelle" ridemmo di gusto, insieme a tutti coloro che condividevano la sala con noi.
In questo clima dove si sorride poco, dove sembriamo abitare tutti sotto la stessa nuvola nera di pessimismo, finalmente un film che mostra la crisi da un punto di vista differente. 

Un padre allegramente irresponsabile, un bambino educato ed avveduto, una mamma che lotta per i suoi diritti di operaia e di moglie. L'arte di arrangiarsi, di lavorare con entusiasmo. Il pensiero che domani sarà migliore solo se oggi non ci abbattiamo, se cerchiamo di migliorarci, di ricucire gli strappi con le persone a noi care. Ed un ridere dilagante, un ottimismo contagioso tra le fila della sua trama. 

Checco Zalone mi piace anche per le sue canzoni sconclusionate che in realtà sono di una lucidità sorprendente. In questo film incarna perfettamente l'italiano medio, quello non bello né qualificato, ma che alla fine riesce a sbarcare il lunario ridendoci su.
Si, mi rendo conto che la crisi esista sul serio e che ci sono persone che la subiscono più pesantemente di altre. E che non c'è nulla da ridere se si riflette su quanta gente non riesca ad arrivare decentemente alla fine del mese. Ai tanti in cassa integrazione, ai padri di famiglia che restano senza lavoro ad un età in cui è difficile trovarne un altro. 

Ma bisogna comprendere che il pessimismo non ci aiuta. Chi ha risparmiato quando poteva ancora farlo tiene i soldi sotto il materasso ed evita di spenderli. Chi ha sempre guidato un suv ora lo tiene in garage non perché non può più permetterselo, ma perché ha paura dei controlli. 
Il clima pesante di repressione, il dover stare attenti anche ai centesimi, il dover scegliere di mangiare sempre in casa evitando anche una pizza di tanto in tanto, la paura che il benessere finisca una volta per tutte senza vie d'uscita. Ho il timore che fossilizzarsi su tutto questo anziché aiutare a rialzarci ci deprima sempre di più, fino a renderci schiavi della paura e dell'ossessione.
Il pessimismo ha fatto più danni della crisi finora, diamoci una mossa.



15 commenti:

  1. come ho scritto qualche post fa, io non sono nè pessimista nè ottimista. sono realista. e tutta questa auto-repressione francamente non la vedo. in pizzeria, al ristorante, ci si va lo stesso, a Milano come a Montefiascone, a Firenze come a Canicattì.
    questa è una crisi di sistema, non è solo congiunturale. il punto è che lo sappiamo tutti benissimo, ma non vogliamo dircelo. anche le persone che mettono da parte lo stesso, che risparmiamo (perchè se lo possono permettere, sia chiaro) lo fanno in questo quadro di consapevolezza.

    a me Zalone piace poco. o meglio, mi farebbe anche ridere, ma incarnando l'italiano medio incarna colui che più di tutti è responsabile del nostro declino. l'opportunista un pò caciarone, ovvero l'ignavo, è colui che ci ha trasformato nel popolo che siamo

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    1. Francesco tu sei un privilegiato. Hai un lavoro che ti consente di vivere in una tranquillità ben superiore a quella della maggior parte degli italiani. Le persone che frequenti sono, immagino, del tuo stesso giro. Penso quindi che il tuo punto di vista non sia esattamente il più obiettivo.

      Non dico che il mio punto di vista sia migliore ma con il lavoro che svolgo ho la possibilità di conoscere persone con entrate mensili ben differenti. Ci sono quelli con il cellulare nuovo ogni mese e quelli con le pensioni minime, che non riescono a far le visite mediche col servizio nazionale per le liste d'attesa improponibili ma non possono neanche accelerare i tempi pagando un privato. Cassaintegrati che risparmiano su tutto, a cominciare dal cibo. Studenti con lo stesso zaino scalcinato degli anni precedenti e i libri di terza o quarta mano. Fabbriche chiuse, padri e madri di famiglie disoccupati. Gente che si suicida perché non riesce a pagare le tasse o i dipendenti. Questo è meno vero solo perché tanta gente continua ad andare al ristorante? io il pessimismo non solo lo vedo, ma lo sento anche raccontare.

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    2. e ma questo che c'entra con quello che ho scritto ?

      F.

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    3. Forse nulla, rispondevo però alla tua frase iniziale. Quella in cui dici che " io non sono né pessimista né ottimista : sono realista".
      Ma il fatto è che ci sono realtà differenti e che la crisi non è la stessa per tutti. La vediamo nera perché è nera, peggio di noi in Europa ci stanno solo i Greci. Però, in generale penso che più la vediamo nera, meno possibilità ci saranno di ripresa. Tutto qui, un abbraccio.

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  2. Perché pessimismo?
    Perché ottimismo?
    Come scrivevo da Francesco è importante essere realisti, osservare con massima precisione possibile la realtà perché solo questo permette di avere dati precisi, di studiare buone (re)azioni che permettano di migliorarla.
    Un ottimista piglia il deltaplano per entrare in un cumulonembo,
    Il pessimista non piglia l'aereo perché teme irrazionalmente un incidente.

    Zalone (per ciò che o visto fino a questo momento) è fine nella sua ritrattistica sociologica del popolaresco.
    In un certo senso veicola un messaggio ecologico, ovvero che la necessità aguzza l'ingegno e che c'è almeno un minimo di valori e una dimensione spirituale del vivere, le due condizioni indispensabili possono portare ad un processo virtuoso di evoluzione che migliori il mondo e il vivere.

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  3. > Il clima pesante di repressione
    A cosa ti riferisci?

    > il dover stare attenti anche ai centesimi, il dover scegliere di mangiare sempre in casa evitando anche una pizza di tanto in tanto
    Conosco questa dimensione.
    A volte sono persino contento di rinunciare e lo trovo uno stimolo molto utile
    o - per ingegnarsi e trovare nuovi piaceri e modi di condividerli che non siano basati su transazioni monetarie;
    o - per non avvallare una economia sempre più spesso antietica, che cerca di rapinarti di più risorse (denaro compreso) possibile nel minor tempo possibile.

    La ristorazione e le pizzerie furono i primi a speculare pesantemente nel passaggio lira -> euro con nuovi prezzi basati sulla conversione 1000Lit = 1€.
    Margherite da 4500Lit a 4.5€
    Marinare da 3000Lit € a 3€
    Coperto da 2000Lit a 2€
    etc.

    innescando una spaventosa spirale inflattiva, speculativa, evasione fiscale e perdita gravissima di competività.
    Ora la frittata è fatta. E se certe pizzerie e certi pizzaioli con stipendi da 4/5000€ al mese rimangono senza attività e lavoro io sono solo contento.

    Chi troppo vuole nulla stringe.

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    1. d'accordissimo con queste considerazioni

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    2. Ma dove li trovate voi i pizzaioli che prendono 4-5000 € al mese? in quale mondo, in quale città li pagate così bene?
      Quello è lo stipendio di un ottimo cuoco, non di un pizzaiolo.

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    3. In rete è possibile trovare un po' di numeri.
      Si parla di stipendi (netti) tra i 1200 e i 3600 a seconda dell'esperienza del pizzaiolo e dell'importanza del locale.
      Qui puoi sbirciare al volo alcuni importi.
      Ma si tratta di netto che, molto a spanne, è circa il 50% del totale (in realtà anche meno, ca. il 42-45%).

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    4. si appunto questi sono stipendi da un cuoco proffessionista..
      un pizzaiolo anche qui nella mia zona max viene pagato 1'500 max 2000..ma proprio max eh

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  4. Non voglio fare la snobbona, ma il cinema che amo è un altro (Truffaut, Bergman, Visconti, Fellini) e sono così legata all'esistenzialismo, al simbolismo e all'introspezione che mai riuscirei a vedere questo film, non è nelle mie corde. Sicuramente è un problema tutto mio, visto l'enorme successo di pubblico e di incassi che questa pellicola ha ottenuto. Il signor Zalone comunque mi è simpatico, e certo, dati gli incassi eccezionali di "Sole a catinelle", se volesse potrebbe andare a mangiare al ristorante a colazione, a pranzo e a cena tutti i giorni, diversamente dal personaggio che interpreta nel film. A parte gli scherzi, devo dire che apprezzo molto il messaggio di positività di cui parlavi, è importante nella vita saper camminare anche al buio, anche a tentoni, sempre. un bacio.

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    1. Personalmente al cinema preferisco sorridere, evadere, scrollarmi di dosso la pesantezza. Ma son gusti, è chiaro che al cinema come in qualunque altro posto ognuno cerchi quel che gli piace. Un bacio anche a te.

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    2. Ti capisco, non credere che io pensi a cose seriose tutto il giorno, ho bisogno anche io di giocosità, oltre a giocare tanto con mia figlia mi piace guardare episodi di Paperino o di Tom e Jerry, e la sera, quando dorme Nenè, mi vedo Tre cuori in affitto...Però il cinema è un mio grande amore e preferisco dedicarmi a film un po' più impegnativi. Tuttavia sorridere e scherzare, e sdrammatizzare, fa benissimo non bene!Un bacio cara!

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    3. Che bello Tom e Jerry, sono anni che non mi capita di vederne una puntata :)

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  5. fino a qualche tempo fa nelle tue parole mi sarei innamorata, potrebbero essere state le mie.
    ora non piu' non vedo positivo per niente. ovviamente parlo per me

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