domenica 20 ottobre 2013

Madri e Figli

Fonte: pianetamamma. it

Qualche giorno fa la mia ex vicina di casa è andata a trovare i miei. Non so quale fosse la motivazione di questa visita, ma so che spesso si presenta in casa loro anche solo per sfogarsi riguardo suo figlio. Solitamente lo fa senza concedere diritto di replica, parlando a raffica in un monologo asfissiante.
E' una donna di 38 anni. Tono di voce troppo alto da poter essere considerato normale. Unico argomento di discussione, nella sua proverbiale e forte cadenza dialettale, il pargolo di 4 anni. 
Cinque anni fa iniziò una convivenza con quello che è il suo attuale compagno. Uomo di pochissime parole, quasi sempre assente per lavoro o per andare a caccia.
Lei è sempre sola con il bambino e talvolta con i suoi genitori. Pur abitando insieme, il compagno lo vede molto poco, generalmente neanche di domenica.

Parlando con mia madre le dice "Bé, ormai tua figlia è uscita di casa da 3-4 mesi. Non è ancora incinta?".
Mia madre è caduta dal pero, chiedendole perché mai dovessi essere incinta. Lei, con tutta la naturalezza del mondo, le dice che è normale per una coppia voler mettere subito al mondo un figlio. Che i figli sono l'unica ragione di vita di una coppia e che dunque si sarebbe aspettata che fossi andata a convivere per diventare genitrice. Mia madre, pur annichilita da questa sua assoluta certezza, le ha detto che non è così per noi. Che siamo più giovani di quanto lo siano lei ed il compagno e che abbiamo priorità differenti. La vicina ha fatto una faccia come ad esplicare la sua disapprovazione per una scelta che secondo lei non sta né in cielo né in terra.

Mi spiace che questa conversazione abbia visto protagoniste loro due. Avrei davvero voluto che quella frase l'avesse pronunciata parlando con me. Le avrei risposto che il mio modello non è e non vuole essere quello di una genitorialità imposta da un concetto così retrogrado. Che una donna è una donna a prescindere dalla sua scelta di diventare madre. Che non siamo tutte uguali e che la mia serenità al momento non prevede un ragazzino recalcitrante come il suo da porre sull'altare della mia ragione di vita. Anzi, mia e del mio compagno.

In fondo la comprendo. L'età avanzava. Il suo eterno fidanzato non accennava a volersi sposare. Avrà sentito le lancette dell'orologio fare su e giù. Si sarà detta che quel figlio doveva farlo, anche solo per non restare da sola la domenica pomeriggio mentre lui impugnava il fucile per sparare alle lepri.
Quando le abitavo vicino la sentivo gridare ogni giorno. Quel bambino è una peste. All'età di 4 anni la comanda a bacchetta ed è un continuo urlare in casa loro. Ha lasciato il lavoro per stargli dietro e nella sua vita, al momento, l'unica consolazione pare essere lui.
Ma è giusto stare con un uomo solo per avere un figlio? ed è giusto ritenere che il fine di una coppia sia solo quello di procreare? siamo davvero solo degli animali atti al concepimento?

Io amo le mamme. Amo la mia, ma amo anche la maggioranza delle altre. Mi piacciono i loro sguardi, la loro tenerezza, la determinazione con la quale tolgono spazio a se stesse per darne ad un'altra persona. Che si, è una parte di loro, ma è pur sempre un nuovo individuo. Mi piacciono le mille premure, le attenzioni poste in modo naturale ed istintivo. Le cure quando i loro figli stanno male, la voglia di farsi in 4 pur di potergli dare quanto hanno bisogno. La capacità di fare i salti mortali per educarli nel modo giusto, spesso interrogandosi sui tanti dubbi che le assillano giornalmente. Mi scioglie il cuore vederle coccolarli e penso che quello di una madre sia forse l'amore più bello, forte ed intenso che ci sia. 
Si, queste mamme io le stimo moltissimo.
Ma ce ne sono altre, di mamme, che non amo per niente. Sono quelle che trovano giusta solo la propria scelta. Quelle che mettono il proprio bambino di fronte a tutto, annullandosi completamente in lui. Perdendo di vista l'interesse per se stesse, per il proprio compagno, per la vita che hanno sempre avuto e per le cose che gli erano piaciute prima del suo arrivo. Come se nulla più esistesse, come se tutto avesse perso interesse. 

Io non so se sarò mai madre. Non lo so e al momento non ho voglia di interrogarmi al riguardo. Potrebbe succedere, ma so che farò di tutto (almeno ancora per un po') affinché questo non accada prima che saremo noi due ad averlo voluto e desiderato. Mi chiedo quanti figli nascano solo per adempiere a doveri sociali e quanti altri solo per riempire un vuoto.

11 commenti:

  1. ma che tristezza immensa questa madre e mi dispiace tanto per questo bimbo. Ma quella donna non ha mai pensato di cambiare compagno invece di fare un figlio??? Che poi, con il tipo di "amore" che sta dando, pensa di crescerlo in che modo? Se a 4 anni non ha rispetto per la madre, figuriamoci a 18...e lei comunque si ritroverà sola. Perché la persona con cui dovrebbe condividere tutto alla fine non c'è mai stata.
    Per mettere al mondo dei figli bisogna starci con la testa e non farlo per puro egoismo. Fai bene tu e fregatene di quello che dice questa qui!
    I figli non dovrebbero mai riempire un vuoto ma arricchire una grande unione.
    Un bacione

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  2. credo che l'essere mamma inizi ad essere un problema nel nostro paese (non so altrove). troppe donne fanno figli per convenzione e convenienza, pochissime per amore. e i figli sono gioco forza importante causa nei divorzi

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  3. si deve essere convinti di mettere al mondo un figlio lo si deve..
    tu sei giovane sei appena andata a convivere...vivitela goditela quando arrivera' il momento sara' il tuo, il vostro.
    io sono combattuta per fare il secondo...la paura, i soldi che non girano...tante cose...
    quando arrivera' il vostro momento lo capirai..

    conosco una ragazza conosciuta tramite un blog, faceva discorsi del tipo lei non voleva figli..diceva che non era il momento..la leggo una settimana fa..e' incinta....la sua gioia piu' grande e se tornasse indietro non lo direbbe piu'..
    e' una molla quanto scatta vah..

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  4. Essere mamme non è facile e non lo dico per esperienza personale, ma per esperienza altrui. "Essere genitori è il mestiere più difficile del mondo". Bisogna essere pronti ad essere mamme, se non lo si sente, è inutile mettere al mondo figli che poi non si riescono a gestire o che gestiamo malamente solo perchè dobbiamo procreare e moltiplicarci. Un bambino è un dono di Dio, è una grazia di Dio e va trattato come tale e questo, a mio parere, si può farlo solo se si ha la convinzione di volersene occupare e amarlo totalmente, più di se stesse. Mi ha colpito molto il paragone che fai tra le mamme dedite ai figli...la loro passione nel curarli e nell'occuparsi di loro (quasi fossero nate mamme) e le mamme che mettono al mondo figli solo perchè gli è dovuto.

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  5. Condivido in tutto e per tutto

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  6. @Dony proprio perché ho bene in mente l'esperienza di madri come te non mi piacciono le altre di cui ho parlato. Quello che ho scritto mette tristezza anche a me, perché in fondo lei è una brava persona.

    @Annina so che vorresti un secondo figlio, ma come dici tu potrebbe non essere il momento adatto. Ma sono decisioni vostre e nessuno può metterci lo zampino.

    @Elektra non è facile neanche un po', concordo.

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  7. povero bambino.
    :-) Probabilmente davanti a te non avrebbe avuto coraggio di fare una simile affermazione

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    1. Penso di no, anche perché conoscendo la sua indole al monologo ho preferito non darle mai molta confidenza.
      Pensa che una volta suo figlio diede un calcio a mia madre sullo stinco...

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  8. L'istinto materno arriva quando vuole lui. A 18 anni come mai nella vita. E non credo sia collegato al momento in cui si inizia una convivenza. Quanta ignoranza e quanto accanimento ai luoghi comuni a causa della chiusura mentale trovo in questa donna!

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  9. Mia cara, si tratta di una questione molto complessa sulla quale proverò a fornire il mio punto di vista in qualche breve riga. Innanzitutto la scelta se mettere al mondo un figlio o meno è strettamente delicata e personale, non esiste obbligo se non ci si sente adatti per un qualsiasi motivo a questo ruolo; anzi, trattandosi di una decisione importantissima che va presa con la massima responsabilità, a volte la rinunzia diviene doverosa se si comprende di non avere la "vocazione" dei genitori e che mettere al mondo un essere innocente per farlo soffrire sarebbe la cosa peggiore che si potrebbe fare.
    Premesso che: non si deve dare troppa importanza alle chiacchiere dei conoscenti, perché la gente si impiccia di cose che non la riguardano minimamente; non si dovrebbero mettere al mondo i figli al solo scopo di sanare un vuoto o di risollevare una vita di coppia inesistente, tuttavia questa maturità presupporrebbe spesso un livello culturale buono, una certa profondità di pensiero e di valori che non tutti hanno, non sempre per responsabilità personale, ma a volte per il contesto in cui la vita li ha fatti nascere o crescere o magari per le esperienze di forte disagio che hanno attraversato. Per questo motivo non me la sento di giudicare la signora di cui tu parli, che forse ha avuto una vita travagliata e attanagliata dalla solitudine.
    Mi permetto, come hai fatto tu con le mamme, di dividere i non-genitori per scelta in due categorie, quelli che mi piacciono e quelli che non mi piacciono.
    1. Mi piace chi decide di non avere un figlio: se valutando, concretamente e in modo maturo, di non sentirsi adatto a questo ruolo, di avere un modello di vita o una personalità incompatibili con la maternità o la paternità. In questo modo si compie una scelta responsabile evitando sia la propria sofferenza che quella di un eventuale nascituro.
    2.Non mi piace chi decide di non avere un figlio: se afferma che i bambini sono una seccatura e una palla al piede, se si tratta di una persona immatura e frivola che scappa dalle responsabilità. Avere un bambino-oltre alla gioia unica e inimitabile che riempie la vita- comporta tantissimi sacrifici, responsabilità, ansie. Certo è molto più facile preferire andare a giocare a calcetto o andare a fare shopping con le amiche, a molti piace la "bella vita"e per questo pensano che i bambini siano solo scocciature, sciocchi mocciosi che danno noia e pesano sul groppone. Ecco, queste persone non mi piacciono, e spesso, pensando a loro, dico tra me e me: Tenetevi pure tutta la libertà che volete, non sapete quello che vi perdete.

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    1. E infatti è bene che ce l'abbiano quella libertà, se tanto non saprebbero come privarsene in modo sano.

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