domenica 12 maggio 2013

Solo Ricordi

Fonte: paperblog

Stamattina, mentre viaggiavo in treno verso Roma, mi sono tornati in mente i miei compagni di scuola. Alcuni del liceo, altri persino delle medie.

Alessandro, che mi cantava Teorema quasi ogni giorno. E una sera, al karaoke per una festa di 18 anni, me la dedicò davanti a tutti gli invitati in quella che fu davvero un'inaspettata sorpresa.

Karim, che io chiamavo senza ragione alcuna il mio "ex marito". In realtà tra noi non c'è mai stato nulla, se non una tenera amicizia. Talvolta lo aiutavo con le lezioni: lui non era quello che potremmo definire il primo della classe. Il concerto a cui assistemmo insieme senza esserci messi d'accordo prima. 

C.L, mio compagno di banco per un semestre. Poi cambiò scuola. Ricordo ancora il compito in classe in cui beccò un voto assurdo. Non aveva scritto nulla se non il suo nome e fu valutato 0,16. 
Ricordo il giorno in cui in una lezione di letteratura italiana leggemmo in classe Iacopone da Todi. Le risate represse e la paura che la professoressa ci scoprisse. Se ci penso adesso ancora rido. Come si può scrivere un'opera tanto masochista e farla arrivare ai giorni nostri?
E poi la volta, un anno dopo, in cui volle raccontarmi per filo e per segno il suo primo rapporto sessuale. Era proprio necessario? direi di no. Eppure per molte persone condividere è il solo modo di rendersi conto che qualcosa è successo davvero. 

Miriam, così dolce e graziosa. La sua vocina bassa, le movenze delicate. Lei che non è mai stata un mese senza un fidanzato accanto. Le volte in cui abbiamo parlato di loro e dei suoi tanti dubbi. I pranzi a casa della nonna, i pomeriggi di studio che poi diventavano ore di chiacchiere. 

Eleonora, colei che definivo la mia antimateria. Le conversazioni in cui, in una sola frase, ci parlavamo contemporaneamente in latino, italiano ed inglese. Le battute che ci uscivano spontanee come se fossimo un duo comico di comprovata fama. E le volte in cui i nostri compagni ci chiedevano chi ci scrivesse i testi. Poi i balletti falsamente sexy in cui imitavamo le veline. Ricordo anche il video che girammo tra le strade di Madrid e le scene che poi avremmo tanto voluto saper tagliare! 

Flavio M, un'antipatia latente che durò per mesi. Poi una professoressa, accortasi della situazione, ci impose di stare vicini. Non facevamo che litigare e dircene di tutti i colori. E da questo litigioso rapporto nacque un'amicizia ambivalente ma profonda. Le nostre partite a Uno durante le pause pranzo del rientro. Il giorno in cui quella stessa professoressa ci ritrovò a ballare un valzer senza musica tra i compagni incuranti che facevano ricreazione. 

Cristiano, che conobbi vicino ad un quadro svedese. Ci sorridemmo e da quel momento fummo amici. Le telefonate per scambiarci appunti ed impressioni. La volta in cui mi fece da tramite con un ragazzo che mi piaceva. Il suo cambiamento repentino da un anno ad un altro e il suo dispiacere nel vedermi contrariata. La sua felpa adidas con le strisce gialle fosforescenti.
E la malattia... dal terzo al quinto liceo. Le mail che mi inviava dall'ospedale. Quei link falsamente allegri che  non riuscivano a scacciare le lacrime. La sola volta in cui venne a trovarci senza più capelli. Io che mi tenevo lontana, lui che mi sorrideva triste accerchiato da tutti gli altri. Io che non riuscivo ad avvicinarmi perché avevo paura di quel dolore, paura di sapere che era tutto vero e che poteva sul serio schiacciarci. Malattia che 9 anni fa se l'è portato via davvero. Il 19 maggio 2004. E mi sembra di essere ancora lì, in quel cimitero di paese, insieme a quei compagni che questa mattina mi sono tornati alla mente. 
E il sogno in cui, dopo 1 mese, mi disse sorridente che stava bene. Che non dovevo essere triste, perché lui ora era davvero felice. E giocammo a palla, perché in fondo ci eravamo conosciuti così no? giocando.
E la consapevolezza che ovunque lui sia, è anche qui con me. Ciao Cri, sappi che ti voglio ancora bene e piango ancora, perché non si può non farlo.

11 commenti:

  1. toccante, riesco a dire solo questo perché sinceramente mi sono commossa...

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  2. Ha ragione Dony. LA parola più azzeccata è toccante.
    Mi spiace per Cristiano, non è Giusto che non abbia avuto la possibilità di vivere a pieno la sua vita. Non è giusto!

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    1. E aveva appena compiuto 19 anni.
      Solo 19 anni.
      Come si può morire così, nel pieno della vita? come si può passare le giornate e le notti in ospedale, anziché su quei banchi di scuola.
      E' stato tutto così ingiusto...

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  3. uno dei migliori tuoi post, veramente......

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  4. Cara. Gli anni della scuola sono un dolce ricordo anche per me. Mi dispiace ti sia ritrovata a dover vivere la malattia di una persona cara così presto. E' un qualcosa che semplicemente cambia le prospettive e atterra rivelandoci la fragilità dell'essere umano... Anche se sei lontana, mi sono sentita vicina a te rivivendo questi tuoi squarci di passato. E ti abbraccio virtualmente.

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    1. Purtroppo non era la prima volta.
      In pochi mesi, da agosto 2003 a maggio 2004, persi 3 persone importanti.
      Sono cose che capitano, certo...però fa male. Ti abbraccio anche io, grazie.

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    2. Sono più che cose che capitano. Sono ferite dell'anima che stenteranno sempre a rimarginarsi. Sono pezzetti di cuore lacerati...
      Un bacio

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  5. Sei volta al passato questa volta.
    Teorema... era un tot che non la riascoltavo.
    Non esistono leggi d'amore ti basta essere quello che sei.
    Alla fine è pure vero.

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  6. A parte chi non c'è più,potresti rivedere i tuoi compagni tramite facebook,alle origini è nato proprio con quello scopo,ma i ricordi sono quelli del passato,il presente e il futuro sono tutta un'altra storia.

    Da Freedom

    Eppure hanno parecchi proseliti,gli italiani,certi italiani non cambiano mai,anche se passano decenni.

    Saluti

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  7. Non si possono commentare certi post... Ti abbraccio forte.

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    1. Grazie Miki, ricambio il tuo abbraccio.

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