giovedì 23 maggio 2013

Pezzi di Storia

Fonte: google
Quando si vive lontani da una parte della propria famiglia, si scoprono improvvisamente eventi passati di cui magari avevi sentito accennare anni prima, senza approfondire.

Scopri così che quello zio burbero che non ti è mai stato troppo in simpatia, ne ha fatte di cotte e di crude. Giusto per usare un eufemismo. 

Scopri che il matrimonio della zia con quell'uomo era stato fortemente osteggiato dal papà di lei, il nonno che non hai mai visto, perché morto troppi anni prima della tua nascita. Scopri che quel matrimonio è stato il risultato di una fuitina e che il nonno è morto senza poter vedere la figlia. Morto con un senso di oppressione al petto perché il nuovo marito non la mandava da lui. Morto con una sua foto sul cuore. 
E il viaggio di lei, poco più che maggiorenne, attraverso l'Italia. Da sola, su un treno freddo e sporco, praticamente scappata dal tetto coniugale per dare l'ultimo saluto al papà. 
E il suo ritorno, dopo il funerale, quando non venne neppure creduta. Con il dolore nell'anima per non aver potuto dare l'ultimo saluto ad una parte di sé, ricevette un ulteriore schiaffo, constatando che l'uomo che amava non le credeva. Era convinto che il nonno fosse vivo e vegeto e che si facesse beffe di quel genero poco amato.

E poi le gelosie, le liti continue, il carattere testardo di un uomo che conosce una sola ragione: la sua.
Sono passati tanti anni e la zia è ancora schiava di questo rapporto squilibrato. Ho chiesto alla mamma perché è rimasta insieme a lui per tanti anni. Lei mi ha risposto: "all'inizio l'amava sul serio".
Ho cercato di immaginare gli zii da giovani. Il temperamento caldo e volitivo di lui, l'atteggiamento dolce e remissivo di lei. Un uomo che anno dopo anno ha voluto spegnere ogni fiammella di speranza e di gioia di vivere nella sua sposa. Una donna che, con tenacia e determinazione, ogni mattina usciva di casa per andare a lavorare  portando sorrisi e calore in una famiglia alto borghese che non era la sua, senza mai essere stata rispettata da colui che più di ogni altro avrebbe dovuto farlo.

In amore si può sbagliare, è vero. Ma perché perseverare nell'errore? perché continuare ad accettare imposizioni ingiuste, scatti d'ira, la totale assenza di un qualsiasi gesto di affetto e comprensione?

Forse sono nata in un'epoca in cui è fin troppo semplice mandare all'aria sia i rapporti funzionanti che i matrimoni altalenanti. Forse separarsi ora non lascia gli stessi strascichi che avrebbe lasciato ai loro tempi.
Però chissà. Forse, se un giorno di tanti anni fa la zia avesse preso la decisione di lasciarlo, ora sarebbe una persona felice. Una persona libera.
Vorrei che avesse il coraggio di lasciarlo ora. Andarsene. Ricominciare daccapo, senza più quel macigno sulle spalle.

3 commenti:

  1. Brutta storia.
    Alcune situazioni sono identiche anche adesso, le stesse remore a lasciare un marito violento per paura di essere giudicate.
    Non tutto è cambiato c'è ancora un'idea di fondo che se qualcosa non funziona è colpa della donna e trovo che questo sia il vero male da estirpare.

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  2. direi che ogni famiglia ha le sue storie un pò tristi. e qualche scheletro nell'armadio, talvolta bello che spaventoso

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  3. I panorami della vita, sempre diversi e sempre gli stessi.
    Sempre un gran casino l'amore e le relazioni.
    E ora ci sono meno vincoli. Si finisce che si diventa sferette di mercurio.
    Meglio? peggio?
    Non ha senso questa domanda.
    E' così e basta. Tutto è cambiato intorno.

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