martedì 23 gennaio 2018

Capogiri

Anche se c'è il sole, oggi non mi sento bene.
Purtroppo ho un'allergia alimentare che mi porto dietro da tanti anni e se in casa riesco ad evitare l'alimento incriminato semplicemente bandendolo dalla mia cucina, quando sono fuori le cose si complicano. Basta che ne ingerisca una quantità infinitesimale ed il mio corpo lo recepisce subito come un veleno contro cui combattere ad armi spiegate. 
Stamattina mi sono svegliata dolorante dopo una notte di sonno perfetto. Ho iniziato a sudare freddo e le fitte erano spilli acuminati che non mi davano tregua. La "crisi" è durata al massimo un quarto d'ora, dopodiché mi sono rimessa a letto ancora un po' e alla fine sono uscita a camminare. 
Avevo paura di poter stare male nuovamente e per tutto il tragitto ho avuto la sensazione di poter svenire da un momento all'altro. Sentivo la musica attutita, le gambe intorpidite, il corpo freddo sebbene l'aria si stesse scaldando ed io camminassi ad un buon ritmo. 
Mi sono sentita meglio sotto la doccia bollente ma poi, in mezzo alle tante cose da fare qui in casa, è tornata quella sensazione di cadere giù, come un corpo inerte. 
Fra poco meno di un'ora dovrò essere a lavoro e non posso fare a meno di chiedermi come farò a combattere questo senso di sonnolenza che mi fa tenere gli occhi aperti a fatica. 

Fonte: creators. vice. com

L'ultima volta che sono stata così male era il giorno del Funerale di mio zio, il 30 aprile scorso. Una nipote della zia aveva cucinato per tutti e anche se non me la sentivo di mangiare, alla fine avevamo deciso di restare per non crearle dispiacere.
Assaggiai solo tre rigatoni con il sugo, dopodiché riuscii a versare il resto del mio piatto su quello di mio fratello senza che la signora se ne accorgesse. 
Feci l'intero viaggio di ritorno da Napoli con un dolore atroce che mi invadeva tutto il corpo, capogiri, una sorta di febbre che mi devastava. Tornata a casa mi infilai a letto, sfibrata. 
E c'è ancora gente che mi dice:" Ma dai, ce ne sta giusto una puntina, ti pare che ti faccia male?". Si, mi farà male. Ed è spiacevole constatare che anche certi parenti non si rendano conto che non è un capriccio ma un problema effettivo e conclamato. 

domenica 21 gennaio 2018

Il Gatto Scomparso

I gatti non appartengono a nessuno. I gatti sono creature indomite e fiere che amano senza esitazioni, ma anche e soprattutto senza servilismi.
Non ti guardano come se fossi il loro padrone né pensano che tu lo sia. Ti guardano come se foste simili, due pari grado. 
Negli occhi di un gatto puoi vedere l'infinito. Sono così enigmatici e misteriosi che non riuscirai a decifrarli neanche dopo una vita insieme. Penserai di poterlo fare, forse, ma non accadrà realmente. 
Un gatto ti insegnerà cosa significa sedurre: sfuggente, carezzevole, intrigante. Un essere ammaliatore che ti fulmina con uno sguardo e poi fugge via, già stanco di te. 
Ma sbaglierai nel pensare che un gatto non possa volere bene. Un gatto ama incondizionatamente, ma non ti darà mai la certezza che lo stia facendo. Ti terrà sempre sul filo del rasoio, avvicinandosi per una carezza e poi voltandosi altrove. Tornando quando gli farà comodo, come un amante scomposto che voglia solo il tuo corpo. 
Un gatto ti si struscia addosso, ti fa le fusa, magari ti dorme anche addosso. E poi ti ringhia, alza il pelo, si fa le unghie per prepararsi alla lotta. E' addomesticato ma senza mai dimenticare la sua parte felina, quella zona randagia, mistica e selvaggia che lo rende simile solo a se stesso. 
Come lo so? Beh, lo so perché sono un gatto anche io. O lo sono stata. O lo sarò, di nuovo, in un'altra vita, presso un'altra epoca. Quando di Sara non mi ricorderò neanche il nome. 

Fonte: qzlife. it

Intanto il gatto della mia famiglia è scomparso. Da un mese, ormai.
E no, non sono triste. Lo sono stata un pochino, ma poi è passato.
Perché io non voglio credere che sia andato a morire lontano come fanno i gatti quando stanno male. Io voglio credere che sia andato incontro ad una nuova avventura, presso un prato ancora più verde, magari insieme ad altri gatti che lo capiscano più di quanto potevamo farlo noi, bipedi dalla dubbia utilità. 
Un gatto nasce libero e prima o poi avrà voglia di esserlo nuovamente. Rincorrerà la sua natura, forse esitando un po', ma poi accettandola senza guardarsi indietro. 
Corri spirito libero. Corri e non fermarti mai. Cavalca nuovi orizzonti, annusa un'aria nuova, gioisci di nuovi tramonti e annusa l'alba di cieli diversi. 
Mi piaceva guardarti dormire, era bello starti accanto e sentire il tuo corpicino vibrare al tocco delle mie dita. Vai dove vuoi, ma non rimpiazzarmi. 

venerdì 19 gennaio 2018

Sabbia Tra Le Dita

A volte ti trovi di fronte ad una pagina bianca con una gran voglia di scrivere ma la mente totalmente annacquata. Cerchi di trovare le parole, di scovarle in qualche zona recondita del tuo cervello e invece ti accorgi che non c'è niente se non una grande inquietudine di fondo. 
E puoi provare a scacciarla quanto vuoi, ripetendoti quel mantra di vita ottimista che hai deciso di far vivere giorno dopo giorno dentro di te, ma non c'è sorriso che tenga: a volte anche gli stati irrequieti vanno accolti.

Fonte: fotocommunity
E' un venerdì piovoso, con il cielo grigio, il mare molto mosso ed un vento che ti frusta la faccia. Stamattina sono uscita comunque, sentivo il bisogno di mettermi in moto a prescindere da quello che avrei trovato fuori. Le strade erano zuppe, sul mare non c'era nessuno tranne me ed un tizio che si faceva i selfie per poi fuggire subito dopo. E' questa la differenza tra chi ama realmente il mare e chi ha solo voglia di mostrarsi accanto ad esso. 
Se ami il mare lo guardi, lo contempli, quasi ti fondi a lui. Ti lasci abbracciare dal suo cattivo umore allo stesso modo che dalla sua gioia. Non è solo lo splendido sfondo di una bella foto: è anche e soprattutto uno stato d'animo, un amico che ti sa comprendere. 
C'erano dune di sabbia bagnata ovunque, a prendersi gioco di coloro che cercano di mantenere sempre pulito e fruibile il lungomare. In inverno è una lotta impari, anche in casa. C'è sempre sabbia sul balcone e non si riescono a tenere abbastanza puliti neanche i vetri delle finestre. Ce l'abbiamo dappertutto i granelli. E il vento a volte è così forte che si fatica persino a stare in piedi. 
Ma che vi devo dire, ne vale la pena ugualmente. Perché quando poi esce il sole ti senti così forte ed invincibile che il sorriso ti esce spontaneo, senza forzature. 

Non si può essere infelice quando si ha questo: l’odore del mare,
 la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento.
(Irène Némirovsky)

martedì 16 gennaio 2018

Perfetti Sconosciuti

Aspettavo di vedere "Perfetti Sconosciuti" dal momento in cui è uscito nelle sale, solo che poi non ce n'è mai stato modo prima di ieri sera. 
E alla fine mi è rimasto l'amaro in bocca. O il dente avvelenato. 



Mi piace il cast per intero, apprezzo i singoli attori. E la storia in sé non descrive altro che lo svolgersi di una cena tra alcune coppie di amici. All'apparenza tutti innamorati, alla realtà dei fatti un piccolo spaccato di realtà in cui ognuno ha un segreto da nascondere. Non solo verso il partner ma anche verso quegli amici con cui ha trascorso una vita intera.
A dirla tutta non mi scandalizzo. Io non penso che conoscere un'altra persona significhi sapere tutto ciò che le passa per la testa né tutto quello che fa.

Questo film mi ha fatto pensare ancora una volta che la trasparenza non paga e che la sincerità sia un mezzo autolesionista. 
Se il mondo fosse meno bacchettone e moralista, se tutti accettassimo le zone oscure di noi stessi e delle persone che amiamo senza farne un dramma, non ci sarebbe bisogno di nascondersi.
E non parlo necessariamente di tradimenti, parlo di tutto ciò che ci fa sentire non allineati. Diversi. Pianeti distanti e un po' soli.

Uno dei protagonisti scopre di essere gay ma tutti gli altri pensano che esca con una donna. Ha paura del loro giudizio, paura di confrontarsi con un mondo che non accetta alcuna deviazione da ciò che reputa giusto e perfetto. Ed è veramente un mondo sporco e bastardo quello che ti impone il silenzio piuttosto che darti modo di essere la persona che sei, con tutte le tue contraddizioni.

Non voglio neanche affermare che il tradimento sia giusto ma solo che, molto probabilmente, non siamo tutti programmati per filare dritti come soldatini. 
Tra gli amici di questa fantomatica cena ce n'è uno che ha una moglie che ama, un'amante che è moglie di un caro amico ed una terza che lavora con lui. Tre donne, un solo uomo. E' uno stronzo? una persona orribile? un egoriferito? probabilmente. Ma è anche un essere umano costretto a celare le sue tante debolezze. Neanche per un istante ho pensato che non amasse la moglie: penso piuttosto che non sappia amare lei sola. E c'è differenza. 

Se proprio dovessi giungere ad un voto complessivo sul film gli darei un sette pieno. Nonostante l'amaro in bocca e il dente avvelenato di cui sopra mi ha dato modo di riflettere su quanto siano sconfortanti i rapporti umani. Possiamo metterci tutta la buona volontà di questo mondo ma non è detto che basti, che sia sufficiente. 

lunedì 15 gennaio 2018

Blue Monday A Chi?

Dicono che oggi sia il Blue Monday, il giorno più triste dell'anno.
Non so dirvi quanto mi facciano sorridere ed irritare al tempo stesso determinate affermazioni. Triste per chi? e perché?
Pare sia il frutto di un'equazione matematica che prende atto del freddo, dei conti in rosso dopo le spese natalizie, dei chili di troppo, della malinconia per aver ripreso il lavoro. Non mi stupisce che dietro una concezione tanto depressa vi siano gli inglesi e i loro paesaggi nostalgici e nebbiosi. Probabilmente se vivessi in quelle zone sarei la prima a deprimermi, a voler cercare una via di fuga qualunque pur di non attraversare un panorama tanto ostile.

Fonte: executivegrapevine. com

Ma fortunatamente non sono inglese. Vivo in Italia, c'è un bel sole quasi primaverile, un cielo limpido e privo di nuvole. Non ho preso chili in più durante le feste, quello che ho speso era giusto spenderlo e l'aver ripreso il lavoro non ha messo in moto nessun dispiacere molesto. Freddo non ce n'è, o quantomeno è assai lontano da quello che ricordo di aver vissuto anche solo lo scorso anno. Insomma: chissene frega del Blue Monday. Io voglio un lunedì qualunque, denso delle solite cose da fare senza fasciarsi troppo la testa e privo di malumori e tristezze.
Propongo un po' di buonumore che sconfigga certe credenze sciocche che lasciano il tempo che trovano. Non fatevi contagiare: resistete sempre e andate avanti.

venerdì 12 gennaio 2018

Sullo Step

Fonte: Persona e Comunità

Questa mattina avrei voluto andare a camminare. Avevo messo la sveglia, preparato gli abiti sportivi e la solita tovaglietta con la tazza girata per una colazione veloce ma completa prima di uscire.
Mi sono alzata prima ancora che la sveglia suonasse, fuori la pioggia scrosciava, mi è venuta un po' di malinconia. E allora mi sono rimessa a letto, ho definitivamente disattivato l'aggeggio che sarebbe suonato non prima di un'ora e ho ripreso il mio sonno.
Ho sognato mio fratello e anche questa casa, sebbene fosse un po' diversa. C'era una porta strana tra la camera e il portone principale. E al di là mi arrivavano le solite voci concitate dei vicini. Mi sono svegliata di soprassalto, stavano uscendo sul serio per portare i bambini a scuola. Non pioveva più ma il cielo era grigio, minacciava nuove piogge.
E allora sono salita sopra e sono rimasta sullo step per settantadue minuti, ascoltando musica e cantando, liberando un po' di quelle energie che al mattino sento di dover necessariamente scaricare. Quando sono scesa era spuntato il sole, ben magra consolazione ma felice prospettiva per la giornata di domani, quando nulla mi fermerà dall'indossare le mie scarpette e volare via.

Mi ha fatto sorridere che un cliente si sia "lamentato" con il mio compagno, in negozio, asserendo che questa mattina, in strada, non l'abbia salutato.
Non lo vedo da prima di Natale, oggi non sono uscita a camminare, e questo tizio dice di avermi vista. Proprio vero che la gente ti manderebbe in galera con tutte quelle cose che crede di aver visto ma che in realtà non sono mai avvenute. 

martedì 9 gennaio 2018

Come un Gabbiano

A volte, quando cammino sul mare, di fronte a tanta bellezza mi sento sopraffatta.
Ovunque si poggi il mio sguardo scorgo una perfezione tale che mi sovrasta. E' tutto così meraviglioso che il cuore sembra scoppiarmi in petto, voler fuoriuscire dal suo caldo alloggio e fuggire via.
Librarsi in aria, volare insieme ai gabbiani, raggiungere le nuvole e poi cadere di nuovo giù, in picchiata, fino a toccare le onde.

Fonte: nonsprecare. it

E' gioia pura, pura estasi, puro incanto.
Così forte e struggente da non saperlo spiegare, da non poter trovare parole capaci di descriverne l'intensità.
Questo mare mi è entrato dentro, fa parte di me quanto i miei gesti, le mie imperfezioni, tutte quelle piccole manie. Lo sento addosso, lo sento tra i capelli, lo sento sugli occhi che non possono volgere lo sguardo, rapiti. 
Mi sento così grata di poter godere di questo spettacolo quasi ogni giorno che vorrei urlarlo a squarciagola. Ma poi penso che no, sia meglio tacere.
Accoglierlo in silenzio, quasi gelosa, così possessiva da volerlo per me sola.
Stiamo meglio in silenzio, senza nessuno, senza gente intorno che invada i nostri spazi di quiete e rigenerazione. 
Solo io e io il mare. Inseparabili, indissolubili, due facce di una stessa medaglia.